Innovation Manager: il profilo, le caratteristiche e come diventarlo

Quella dell’Innovation Manager, figura il cui ruolo consiste nel generare cambiamenti positivi all’interno dell’ecosistema aziendale (intervenendo sulla innovazione e produttività dei processi interni, prodotti/servizi e organizzazione aziendale) è ormai diventata una mansione di crescente rilevanza e interesse per le imprese a livello globale.

Se ripercorriamo le biografie dei grandi inventori e innovatori della storia, da Thomas Edison a Mark Zuckerberg, ci accorgiamo che la linearità accademica è solo una delle parti costituenti di questo ruolo.

La formazione di un Innovation Manager è infatti in costante divenire e non può prescindere da una continua integrazione di metodologie e strumenti trasversali, ma anche dall’attitudine personale.

Il DNA dell’Innovatore: 5 caratteristiche fondamentali

L’Innovation Manager è il rappresentante della trasformazione aziendale, una figura iconica per il miglioramento continuo attraverso la digitalizzazione, ma anche per la conduzione di progetti che si sviluppano su canali tradizionali o ibridi.

In questa ricerca durata 6 anni della Harvard Business Review sono state analizzate le attitudini di 25 imprenditori nel campo dell’Innovazione, oltre a quelle di 3000 Executives e di 500 tra founder di startup e inventori di nuovi prodotti.

In base a quanto riportato nel sondaggio, tutti gli Innovatori intervistati sono risultati accomunati da queste 5 caratteristiche, che pare abbiano contribuito in maniera decisiva a metterle nelle condizioni di raggiungere i loro obiettivi finali:

  • La capacità di fare associazioni
    Si tratta dell’abilità nell’individuare connessioni fra situazioni e processi provenienti da campi differenti, generando in questo modo insight risolutivi e inattesi.
    Proprio come la creatività, la capacità di fare associazioni efficaci e pertinenti è come un muscolo, e come tale va tenuto in costante allenamento.
  • L’abitudine a porsi (le giuste) domande
    Quando si parla di Innovazione, lo scoglio principale da superare non è la ricerca delle soluzioni migliori, ma la messa a punto delle domande giuste da cui partire.
    Porsi domande come “Perché?”, “Perché no?”, e “E… se?”, infatti, aiuta a definire i problemi entro una cornice che permette fin da subito di individuare le voci problematiche, ma anche le strade potenzialmente efficaci e che vale la pena percorrere.
  • L’attitudine a osservare il mondo
    La tendenza a esplorare e scoprire di più sul mondo che ci circonda tramite l’osservazione è una skill tipica di scienziati sociali e antropologi.
    Prendere in prestito da queste figure professionali la tendenza a osservare e scomporre i meccanismi del comportamento umano permetterà a un aspirante Innovation Manager di svelare preziose intuizioni applicabili anche al buon funzionamento di un’azienda.
    In questo modo sarà molto più facile orientarsi verso le scelte migliori da compiere dal punto di vista strategico, senza mai farsi cogliere impreparati.

  • La tendenza a sperimentare
    Qualsiasi processo di apprendimento non può prescindere dal bisogno di fare esperimenti.
    I test possono fallire, eppure sappiamo che ogni fallimento non è altro che una nuova opportunità per imparare qualcosa di nuovo, e questo non vale solo per chi indossa un camice bianco.
    Nello studio sopra citato, viene infatti evidenziato che chi sperimenta secondo un modello data-driven ha molte più probabilità di ottenere successo a chi invece tende rimanere nella propria comfort-zone.
  • La predisposizione al networking
    Conoscere persone nuove o semplicemente differenti rispetto a quelle con cui normalmente entriamo in contatto può essere uno strumento incredibilmente efficace per aprire la mente a scenari inaspettati.
    Scenari che possono essere fonte di idee nuove a cui non saremmo mai arrivati da soli.
    Anche in questo caso, l’obiettivo è trarre il meglio da situazioni e contesti apparentemente molto diversi tra loro.

Diventare Innovation Manager

Nella prima parte dell’articolo si è detto che non esiste una modalità univoca per diventare Innovation Manager.

Un background scientifico rappresenta un buon punto di partenza, ma non è indispensabile per diventare Innovation Manager.

Un esempio di Innovation Manager potrebbe quindi essere un ingegnere o un esperto di AI, come potrebbe essere un esperto in possesso delle caratteristiche e attitudini personali che abbiamo elencato sopra e sappia facilitare i diversi team in azienda a far emergere nuove opportunità.

Un aspetto imprescindibile è la formazione che sia in grado di generare cambiamenti positivi per le aziende attraverso  l’integrazione di un training specifico che permetta di mettere alla prova le idee attraverso la pratica.

Così come accade durante i nostri corsi, in cui il processo di apprendimento è facilitato dal supporto sia di lezioni e materiali teorici sia di progetti sul campo.

The Lean Six Sigma Company Italia, infatti, ha l’obiettivo di formare professionisti  e convertirli in talenti indispensabili, in grado di disporre di metodologie testate e certificate.

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