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Il modello di KANO

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Modello di Kano: perché è utile in Lean Six Sigma

Il modello di Kano è stato sviluppato da Noriaki Kano negli anni ’80 ed è diventato uno strumento molto utilizzato in Lean Six Sigma perché aiuta a rispondere a una domanda cruciale: cosa rende davvero soddisfatto un cliente?

Capire i bisogni del cliente non significa solo “chiedere cosa vuole”. Spesso le aspettative sono molteplici, cambiano nel tempo e non tutte hanno lo stesso peso. Quando un’azienda riesce a distinguere ciò che è indispensabile da ciò che fa davvero la differenza, aumenta la probabilità di progettare prodotti e servizi più efficaci, ridurre sprechi nelle operation e migliorare la percezione del brand. In sintesi: il modello di Kano aiuta a trasformare la soddisfazione cliente in una scelta strategica, non in un’intuizione.

 

La Voce del Cliente (VOC): il punto di partenza

In Lean Six Sigma si parla spesso di VOC – Voice of the Customer, cioè la “voce del cliente”. Il VOC include desideri, aspettative, requisiti espliciti e impliciti. E quasi mai il cliente valuta un solo aspetto: può considerare la qualità del prodotto, ma anche il servizio, i tempi di consegna, l’assistenza, la facilità d’uso, la chiarezza della comunicazione.

Il problema, quindi, non è raccogliere “una lista di richieste”. Il problema è decidere cosa prioritizzare, perché non tutto ha lo stesso impatto sulla soddisfazione. È proprio questa la domanda che Kano si pose e che rese necessario un modello capace di dare una gerarchia ai bisogni.

 

Come funziona il modello di Kano?

Il Kano model valuta le caratteristiche di un prodotto o servizio su due dimensioni:

1) quanto un bisogno viene soddisfatto (cioè il livello con cui la caratteristica è presente/performante)

2) quanto il cliente si sente soddisfatto in relazione a quella caratteristica (anche quando la caratteristica non c’è)

Da questa lettura emergono tre grandi categorie di requisiti, che sono utilissime per prendere decisioni su sviluppo prodotto, miglioramento servizio e priorità di progetto.

Requisiti “base” (must-have)

Sono le caratteristiche fondamentali, quelle che il cliente dà per scontate. Se non ci sono, la soddisfazione crolla. Se ci sono, non generano entusiasmo: semplicemente “devono esserci”.

Requisiti “di prestazione” (performance)

Sono le caratteristiche che aumentano la soddisfazione in modo proporzionale: più ne dai (o meglio le garantisci), più il cliente è soddisfatto. Qui avviene spesso la competizione tra aziende: chi performa meglio su questi attributi viene preferito.

 

Requisiti “attrattivi” (delighters)

Sono gli elementi inattesi, quelli che il cliente non pretende ma che, se presenti, generano un effetto “wow”. Non averli non penalizza in modo grave, ma averli può differenziare molto.

Per capire la differenza in modo intuitivo, pensa all’esempio classico di una lavatrice. La funzione di base è lavare i panni: se non lo fa bene, il prodotto fallisce. Le opzioni di lavaggio per diversi capi o programmi più efficienti sono caratteristiche di prestazione: più sono utili e ben progettate, più aumenta la soddisfazione. Un anno extra di garanzia “regalato” o un servizio aggiuntivo inatteso è un elemento attrattivo: non te lo aspettavi, ma lo apprezzi molto.

La logica di priorità è chiara: prima si proteggono i requisiti base, poi si decide come competere sugli attributi di prestazione, e infine si inseriscono (con criterio) pochi attrattivi che abbiano senso anche economicamente.

 

Le qualità cambiano nel tempo: perché il Kano va rivisto periodicamente

Uno dei punti più importanti del modello di Kano è che le categorie non sono fisse. Una caratteristica che oggi è “attrattiva” può diventare domani “di prestazione” e, con il tempo, persino “base”. Succede quando il mercato la standardizza e i clienti iniziano ad aspettarsela.

Un esempio molto semplice è il Wi‑Fi negli hotel: anni fa era un lusso, oggi è un requisito di base. Questo significa che il Kano model non è un esercizio “una tantum”: va aggiornato periodicamente, perché cambiano competitor, tecnologia e aspettative.

 

Come mettere in pratica il modello di Kano

Applicare il modello di Kano è più semplice di quanto sembri, purché si parta dal prodotto/servizio reale e dai clienti reali.

Il primo passo è mappare tutte le caratteristiche del tuo prodotto o servizio, includendo anche un confronto con i competitor e con ciò che il cliente ormai si aspetta “di default”. Poi si classificano le caratteristiche nelle categorie Kano (base, prestazione, attrattive) e, se necessario, si identifica anche ciò che per il cliente è irrilevante.

A quel punto la priorità diventa operativa: verificare che i requisiti base siano coperti senza eccezioni, scegliere con attenzione gli attributi di prestazione su cui puntare per differenziarsi e selezionare pochissime caratteristiche attrattive che siano sostenibili e con margini adeguati. La regola è evitare di “mettere tutto”: troppe caratteristiche attrattive possono far crescere i costi e ridurre il profitto, senza un reale ritorno.

 

Mettere in pratica il modello di Kano

Il modello di Kano ti può veramente aiutare a ragionare sulle caratteristiche di un prodotto o servizio in relazione ai desideri dei tuoi clienti. Il suo utilizzo è sorprendentemente semplice: puoi iniziare subito seguendo questi 5 passi.

  1. Mappa tutte le caratteristiche del tuo prodotto
    Pensa alle proprietà che ha il tuo prodotto, guarda alle caratteristiche dei prodotti dei tuoi concorrenti e pensa bene a quali caratteristiche i clienti si possono aspettare dal tuo prodotto
  1. Distingui le differenti proprietà
    Accanto a ciascuna proprietà, annota se si tratta di una qualità base che bisogna avere, una qualità di prestazione o una qualità che attrae. Se trovi anche una qualità irrilevante (agli occhi del cliente), allora fai una quarta categoria.
  1. Confronta il tuo prodotto con tutte le qualità base che deve avere
    I tuoi clienti si aspettano di averle, assicurati che il tuo prodotto o servizio le offra tutte. Se non è così allora è tempo di fare qualche cambiamento. Questo può essere fatto a spese di qualche caratteristica di prestazione.
  1. Evidenzia le caratteristiche di prestazione
    Queste aiuteranno a convincere i clienti a comprare il tuo prodotto e non quello di un concorrente, per cui fai una scelta accurata.
  2. Scegli qualità che attraggono che hanno buoni margini
    Non puoi offrire troppe di queste caratteristiche, perché molto probabilmente ridurranno il tuo profitto. Offrine una o due che hanno dei buoni margini.

Quando applichi il modello di Kano in questo modo, imparerai molto sulle caratteristiche che il tuo prodotto dovrebbe avere. Questo ti aiuta anche a capire come puoi differenziarti dalla concorrenza agli occhi dei clienti. Assicurati di valutare periodicamente le qualità che i clienti desiderano perché queste cambiano nel tempo.

 

Conclusione: il ruolo del Kano in Lean Six Sigma

Il modello di Kano è uno strumento strategico perché aiuta a trasformare la voce del cliente in scelte concrete: cosa è indispensabile, cosa guida la competizione e cosa può creare sorpresa positiva. In un percorso Lean Six Sigma, questo significa orientare i progetti verso il valore reale, ridurre sprechi su caratteristiche poco utili e progettare miglioramenti che impattano davvero sulla soddisfazione.

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