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Il metodo delle 5s per risparmiare tempo, fare meno errori e relazionarsi meglio con i colleghi 

Avatar Nicola

Metodo 5S: perché è uno degli strumenti più utili del Lean Six Sigma

Tra le metodologie più pratiche che Lean Six Sigma mette a disposizione per migliorare l’organizzazione quotidiana del lavoro, il metodo delle 5S è uno dei più immediati (e spesso sottovalutati). Nasce dalla tradizione giapponese e risponde a un’esigenza semplice: eliminare ciò che non serve e ridurre gli sprechi di risorse, che in Lean vengono chiamati muda.

Il punto non è “fare ordine” per estetica. L’obiettivo è rendere ogni postazione (in produzione, in magazzino, in ufficio o in un contesto di servizi) più funzionale a ciò che dobbiamo fare. Quando togliamo dal tavolo (o dall’area di lavoro) tutto ciò che non è necessario, riduciamo distrazioni, errori, tempi di ricerca e movimenti inutili. In altre parole, creiamo le condizioni per lavorare meglio e con più continuità.

Non a caso le 5S sono diventate famose anche perché considerate una delle pratiche più iconiche del sistema Toyota.⁠

⁠Nel tempo, diversi approcci simili sono comparsi in contesti differenti (si cita spesso anche l’organizzazione “a flusso” di alcuni cantieri navali storici), ma è in Giappone che la metodologia viene formalizzata e poi diffusa nel mondo come parte della cultura Lean.

 

Quali sono le 5S e perché sono utili alle imprese

Il nome “5S” deriva dalle cinque parole giapponesi che descrivono i passaggi. In inglese vengono spesso sintetizzate come sort, systematize, shine, standardize, sustain. In italiano, il senso pratico rimane lo stesso: separare il necessario dal superfluo, organizzare, pulire, standardizzare e mantenere nel tempo.

1) Seiri (Sort): scegliere e separare

Seiri significa eliminare dalla postazione tutto ciò che non è utile alle attività quotidiane. È la fase che rompe l’abitudine più comune: accumulare “per sicurezza”. All’inizio può sembrare difficile, perché richiede decisione e criterio, ma è uno dei modi più rapidi per aumentare efficienza: meno oggetti inutili significa meno confusione, meno tempo perso e meno possibilità di errore.

2) Seiton (Systematize): riordinare e predisporre

Dopo aver tolto ciò che non serve, Seiton punta a far sì che ogni oggetto utile abbia un posto preciso e stabile. L’obiettivo è semplice: trovare tutto subito e rimettere tutto al suo posto senza sforzo.

Qui è utile ragionare sul flusso di lavoro: gli strumenti che usiamo più spesso devono stare più vicino, quelli rari più lontano. È un principio “banale” che però, applicato bene, riduce tantissimo micro-perdite quotidiane.

3) Seiso (Shine): pulire e rendere visibile ciò che non va

Seiso è la pulizia, ma non solo come igiene. Nel Lean, pulire significa anche rendere evidenti problemi e anomalie: quando rimetti in ordine uno spazio, spesso noti immediatamente dove manca struttura, dove un oggetto “non torna”, dove c’è disorganizzazione o dove si stanno creando condizioni che portano a sprechi ed errori. Seiso è il momento in cui questa mancanza diventa visibile e quindi correggibile.

4) Seiketsu (Standardize): standardizzare le pratiche che funzionano

Con Seiketsu si passa dal “fare bene una volta” al “fare bene sempre”. Lo scopo è creare pratiche efficaci che possano essere duplicate e rese standard, così da costruire un pattern replicabile nel tempo. Standardizzare non significa irrigidire: significa rendere il modo corretto di lavorare più semplice da seguire e più difficile da dimenticare.

5) Shitsuke (Sustain): sostenere e migliorare nel tempo

Shitsuke è la fase più impegnativa perché riguarda il comportamento. Mantenere nel tempo ciò che è stato fatto richiede disciplina, ma anche la maturità di rimettere in discussione l’ordine creato quando serve: se una regola non funziona più, va migliorata. Farlo con confronto e collaborazione (parlandone con colleghi e team) è ciò che trasforma le 5S da “progetto di riordino” a un miglioramento concreto e duraturo.

Quando le 5S diventano abitudine, l’effetto non è solo fisico: si crea anche ordine mentale. Il lavoro scorre meglio, la produttività aumenta e diventa più semplice lavorare con qualità e continuità.

 

Il metodo dei cartellini rossi: una tecnica pratica per Seiri e Seiton

Una delle applicazioni più utili di Seiri e Seiton sul posto di lavoro è il metodo dei cartellini rossi (red tag). È un modo semplice per eliminare il superfluo senza cadere nell’errore opposto, cioè buttare via tutto “di colpo”.

Il processo funziona così: prima si raggruppano in un unico luogo attrezzi, materiali e oggetti che non sono utili alle attività quotidiane o di cui si pensa di sbarazzarsi. Poi questi elementi vengono spostati in un’area dedicata, fuori dalla postazione e fuori dalla vista, così da non intralciare più il lavoro.

Se qualcuno decide comunque di usare un oggetto con cartellino rosso, si apre un confronto: esiste un’alternativa senza cartellino che può svolgere la stessa funzione? In caso affermativo, l’oggetto cartellinato resta nell’area segregata. In caso negativo, il cartellino viene rimosso e l’oggetto torna in utilizzo regolare.

Dopo un periodo (tipicamente 3–6 mesi), se gli oggetti cartellinati sono ancora inutilizzati, possono essere eliminati. La permanenza nell’area segregata varia, ma di solito non si supera un anno. In questo modo si massimizza l’efficacia del metodo senza scelte impulsive: si decide sulla base dell’uso reale, non sulla base delle abitudini.

 

Conclusione: perché applicare le 5S conviene (in ogni business)

Applicare il metodo 5S significa ridurre muda ogni giorno: tempo perso, movimenti inutili, ricerca di strumenti, confusione, errori e discontinuità operative. In più, crea una base stabile per il miglioramento continuo: quando l’ambiente è ordinato e standardizzato, diventa più facile vedere i problemi, risolverli e mantenere i risultati.

Se vuoi capire come applicare davvero le 5S nella tua azienda, contattaci oppure richiedi un prospetto informativo per te o per la tua organizzazione.

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